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- Il monastero di Santa Caterina nel Sinai
Indice dei contenuti:
1- Come raggiungere il monastero a piedi
Durante il tuo soggiorno balneare a Dahab o Sharm el Sheikh, una imperdibile escursione giornaliera deve essere quella al monastero di Santa Caterina d’Alessandria, che sorge alle pendici del Monte Sinai, intorno al luogo sacro in cui secondo la tradizione Mosè ebbe la visione divina del roveto ardente. Scopri tutti gli affascinanti dettagli di questo luogo senza tempo!
Per chi volesse vivere un’esperienza di vero cammino spirituale, è possibile percorrere la Scala del Pentimento, un percorso ripidissimo adatto solo agli sportivi, scavato nella roccia da un monaco medievale. Il percorso che conduce al monastero è disseminato di punti votivi, tra cui la sorgente di Mosè che sgorga da una piccola grotta.
Un secondo camminamento percorribile è più lungo, ed è possibile effettuare la passeggiata a dorso di cammello, camminando per il tratto finale soltanto. Dalla vetta del monte Sinai si possono ammirare panorami mozzafiato che uniscono Egitto, Palestina e Arabia all’alba, per poi discendere verso il monastero.
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2- Il più antico monastero del mondo
La fondazione del Monastero di Santa Caterina risale addirittura al IV secolo dopo Cristo, quando la madre dell’Imperatore Costantino, Santa Elena, fece costruire una cappella votiva nel luogo in cui Mosè parlò con Dio attraverso la manifestazione del roveto ardente.
Successivamente, nel 550 l’imperatore Giustiniano decise di far costruire un primo nucleo di monastero attorno alla cappella del roveto ardente, per il fortissimo valore sacro del luogo.
Per proteggere questo santuario, fece costruire possenti mura attorno ad esso. Le più antiche icone ancora oggi ammirabili nel museo del monastero risalgono a questo periodo, infatti esse furono commissionate dall’imperatore Giustiniano, protettore della Cristianità.
Il luogo è sacro per le tre religioni
Essendo stato costruito nel luogo in cui Mosé parlò con il roveto ardente, il Monastero di Santa Caterina è considerato un luogo sacro dalle tre religioni monoteistiche: Cristianesimo, Islam e Ebraismo. Inoltre, tra il VI e il IX secolo il monastero viene fatto abbandonare dai monaci e si trovava sotto il controllo dei Musulmani.
Secondo la tradizione, esso conterrebbe anche un documento redatto dal Profeta Maometto, che essendo stato ospitato e protetto dal monastero, scrisse il suo patto di protezione verso i monaci.
Durante la dominazione sciita dei Fatimidi, all’interno del Monastero, sopra alla precedente basilica, fu eretta una moschea, che però non entrò mai in funzione a causa di errori di calcolo per l’orientamento del muro verso la Mecca.
Nel nono secolo il monastero tornò ad essere popolato dai monaci, che avevano trovato, secondo la tradizione, il corpo intatto e perfettamente conservato della Santa Caterina di Alessandria, e lo avevano portato nel Monastero. Ancora oggi le reliquie della Santa sono il maggior elemento di attrazione spirituale per chi visita il monastero.
3- Chi fu Santa Caterina d’Alessandria
La Santa Caterina di Alessandria è considerata una delle prime martiri, vergine santa per la Chiesa sia ortodossa che Cattolica. La giovane Caterina venne condannata al martirio sulla ruota dentata da un governatore romano della provincia egiziana, per aver provato a convertire al cristianesimo i pagani e il governatore romano stesso.
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4- La struttura del Monastero di Santa Caterina
Per proteggere attraverso oltre 10 secoli il monastero dagli attacchi nemici, esso ha avuto bisogno di essere sempre circondato da una possente cinta muraria in pietra locale.
Le mura del monastero sono alte 20 metri e lunghe 80 metri per lato, intervallate da grandi bastioni e da un camminamento continuo lungo tutto il perimetro.
Una caratteristica importante del monastero è l’ingresso unico, situato ad alcuni metri di altezza dal suolo, cosicché in passato si poteva accedere all’interno solo con l’utilizzo di una carrucola da parte dei monaci.
In questo modo, il monastero di Santa Caterina era davvero impenetrabile dall’esterno.
La cappella bizantina: è la principale attrazione del luogo, fatta costruire dall’imperatore Giustiniano nel luogo dove secondo la tradizione Mosè parlò con il roveto ardente e ricevette le Tavole della Legge.
La basilica ospita anche le reliquie della Santa Caterina, oltre all’edicola votiva del roveto e al mosaico del VI secolo rappresentante la trasfigurazione di Cristo.
La moschea fatimide: costruita sui resti di una precedente cappella dedicata a San Basilio, tutta bianca, come scritto in precedenza non è mai stata utilizzata per l’orientamento errato.
La biblioteca: essa costituisce il vero tesoro inestimabile preservato dal monastero di Santa Caterina: la facciata a tre ordini di archi ospita la collezione di oltre 4000 codici e manoscritti di valore senza pari.
5- Il patrimonio culturale custodito dal monastero
L’Organizzazione dell’UNESCO ha deciso di includere il monastero di Santa Caterina tra il patrimonio universale dell’ umanità proprio grazie alla collezione custodita dalla sua biblioteca.
Questa raccolta è la più grande al mondo, seconda solo alla Biblioteca Apostolica Vaticana, e contiene circa 4500 codici e manoscritti in tantissime lingue antiche, tra cui l’arabo, l’ebraico, il copto, l’armeno, il greco, il georgiano e il siriaco.
I testi più importanti e rari di questo tesoro culturale, sono stati digitalizzati per permetterne la consultazione a chi ne esprimesse la richiesta. La più antica Bibbia conservata qui risale al IV secolo.
Oltre ai documenti scritti, sono racchiusi nel monastero anche antichi oggetti liturgici preziosissimi, tra cui calici, reliquiari e circa 200 icone bizantine del V e VI secolo realizzate ad encausto (questa tecnica consisteva nel mescolare attraverso il calore, la cera ai colori da utilizzare).
6- Il monastero oggi
Ancora oggi, un gruppo di circa 20 monaci di clausura abita nel monastero, sotto la dirigenza di un abate. Il monastero è aperto alla visita di pellegrini, studiosi e turisti attratti dalla grande potenza spirituale del luogo.
Come turisti, è necessario rivolgere a questo luogo sacro il dovuto rispetto, assicurandosi anche di poter godere dell’atmosfera serena e profonda che esso ci offre. Il monastero di Santa Caterina si trova infatti ai piedi del Monte Sinai, quasi nel centro della penisola del Sinai, a circa 1500 metri di altezza.
E’ facilmente raggiungibile dalle località balneari di Sharm el Sheikh e Dahab, anche con escursioni giornaliere. Si trova a poca distanza anche dal sito preistorico di grande interesse archeologico di Abu Madi. E’ necessario fare attenzione inoltre ai giorni di chiusura settimanale del monastero, ovvero durante i giorni festivi secondo il calendario religioso.
Il monastero di Santa Caterina d’Alessandria è veramente un diamante preziosissimo incastonato ai piedi del Monte Sinai. Il tuo viaggio in Egitto acquisterà tutto un altro sapore e valore con una tappa di visita a questo luogo sacro. Assicurati di provare tutta la millenaria spiritualità del luogo, prenota subito la tua visita!
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Domande Frequenti
Fare fotografie e' permesso nella maggior parte dei siti di interesse storico e dei musei, anche se in alcuni potrebbe esserVi richiesto un sovrapprezzo sul costo del biglietto per l'entrata se muniti di macchina fotografica. In alcuni musei, come il Museo Egizio, e altri siti di interesse turistico come la Valle dei Re a Luxor, tale attività' non e' permessa e ai visitatori viene richiesto di lasciare la macchina fotografica all'ingresso.
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Si avvisa che NON È CONSENTITO da parte delle autorità di frontiera egiziane l'accesso in Egitto al visitatore in possesso di carta di identità elettronica con certificato di proroga mediante cedolino cartaceo, né alla semplice carta d'identità rinnovata con la sola apposizione mediante timbro sul retro del documento. La presentazione di queste tipologie di documenti rappresentano un serio rischio di respingimento alla frontiera.
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